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The last battles in Italy: the 2nd New Zealand Division in Operation Buckland, April 1945

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Le ultime battaglie in Emilia-Romagna: la Seconda Divisione neozelandese nell’Operazione Buckland, aprile 1945 Nell’ultima fase della Campagna d’Italia, gli Alleati erano numericamente inferiori ai Tedeschi (quattordici divisioni contro diciassette), ma godevano di una schiacciante superiorità di armi e munizioni, e le loro truppe erano esperte e riposate. Inoltre, potevano contare sulla preziosa collaborazione dei partigiani italiani, ormai forniti e coordinati dagli Alleati. La Seconda Divisione neozelandese rientrò al fronte il 2 aprile, sostituendo la 56^ Divisione britannica sul fiume Senio, e occupando un tratto di sponda di circa 11 chilometri fra Felisio e Cotignola. La sera del 9 aprile 1945, dopo un martellamento incessante, prima aereo e poi con l’artiglieria ed i lanciafiamme, sugli argini del Senio, lungo l’intero fronte, la fanteria neozelandese della 5^ e 6^ brigata (due battaglioni ciascuna), con il 2^ Corpo polacco sul fianco sinistra e l’8^ Divisione indiana sul fia...

Behind barbed wire - New Zealand soldiers and Italian POW camps

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Dietro il filo spinato - Prigionieri di Guerra Neozelandesi in Italia, 1942-43 La maggior parte dei prigionieri di guerra neozelandesi detenuti in Italia fu catturata durante la campagna del Nord Africa. Dopo un periodo nei campi di transito a Bengasi vennero trasportati in Italia, sbarcando a Taranto, Salerno o Napoli. Alcuni, presi durante la campagna di Grecia, approdarono a Bari o Brindisi. La navigazione nel Mediterraneo fu sempre molto rischiosa a causa degli incessanti attacchi alleati, e molti non arrivarono sul suolo italiano. I prigionieri sopravvissuti alla traversata furono trasportati a tappe più a nord, passando per campi di transito come PG 85 Tuturano, PG 75 Bari, PG 51 Altamura, PG 65 Gravina, e PG 66 Capua. Furono destinati a campi nel nord Italia, soprattutto nelle regioni di Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli Venezia-Giulia. Diversi avevano sottocampi che erano campi di lavoro, come PG78/1 Acquafredda, sottocampo di PG 78 Sulmona, e PG 107/4 San Donà ...

A Haven in the Marche: The Second New Zealand Division in reserve (autumn-winter 1944-1945)

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La Seconda Divisione Neozelandese in riserva nelle Marche (autunno-inverno 1944-1945) Dopo appena un mese al fronte dell’Emilia-Romagna, in quell’autunno di fango e piogge del 1944, la Seconda Divisione Neozelandese fu ritirata e mandata in riserva. Lasciò il f. Savio il 22 ottobre per tornare a Rimini e riscendere la costa adriatica, fino alla remota val d’Esino nelle Marche, dove sarebbe rimasta per un intero mese. Questo primo periodo in riserva fu di riorganizzazione della Divisione neozelandese, e dell’addestramento delle nuove truppe. Molte di queste provennero dalla 3^ Divisione (recentemente smobilitata) che aveva servito nel Pacifico contro i Giapponesi. Non potendo più mantenere entrambe le Divisioni, il Governo neozelandese aveva ceduto alla pressione di Churchill di mantenere quella in Europa. Così, le truppe non destinate al rientro in patria, vennero spedite in Italia a rinforzare la 2^ Divisione. Le varie unità della Divisione si distribuirono nella valle, attorno ...

The Forgotten Front - The second year of the Italian Campaign

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Il Fronte dimenticato - Il secondo anno della Campagna d’Italia La caduta di Roma nelle mani degli Alleati anglo-americani il 4 giugno 1944 fu un evento di grande importanza strategica e simbolica. Oltre ad essere la Città Eterna, sede di papi ed imperatori, Roma era la prima capitale di un paese dell’Asse ad essere conquistata. Il significato non sfuggì al Generale Mark Clark, Comandante in Capo delle forze alleate che fece il suo trionfale ingresso nella città in testa alla V Armata statunitense, cogliendo la gloria di quel momento storico. Sarebbe durata poco perché neanche trentasei ore dopo, all’alba del 6 giugno, iniziò Operation Overlord , lo sbarco in Normandia. Il tanto agognato secondo fronte finalmente fu aperto. Questa operazione sarebbe stata talmente imponente e carica di significato da eclissare ogni altro operazione militare in Europa, catalizzando l’attenzione del mondo. La grande controffensiva alleata che avrebbe alla fine piegato le forze del Reich era lì, in No...